Monsieur L’Alchimiste, silloge poetica di Mauro Ragosta

Pubblicato: 22 ottobre 2010 in (S)PARLANO DI NOI
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Il Caffè Letterario Mimose e L’Officina delle Parole Edizioni, il 14 ottobre c.m., hanno spento la prima candelina per festeggiare un’anno d’intensa attività culturale  svolta con il Longue Bar Manhattan di Lecce ed inaugurato l’inizio del nuovo con lo slogan “Elogio della Cultura”.

Insieme ai soci, hanno partecipato invitati affezionati e simpatizzanti del Caffè Letterario ed estimatori della poesia. La serata si è conclusa con una gradita degustazione proposta dalla raffinata cucina del Bar Manhattan.

Per l’occasione nell’invitante sala di Via Salandra, è stato presentato tra rime e note delicate,  il libro di poesie Monsieur L’Alchimiste di Mauro Ragosta ed oltre all’autore, sono intervenute le versatili,  Ilaria Coluccia  (Ballerina), Elisabetta Opasich (Voce Dicitoria) e Pompea Vergaro (Giornalista), che ha presentato magistralmente la serata.

Mauro Ragosta è nato il 27 novembre del 1959 a Lecce, dove vive e lavora. Sino al 2002, si è interessato di storia industriale ed economia aziendale. In tali discipline, ha pubblicato numerosi saggi ed articoli nonché la monografia “L’industria leccese, cento trenta anni di storia 1861 – 1991”. Tra i vari riconoscimenti per il suo impegno rientra anche il premio “Nuovo Mezzogiorno”. Egli dal 2003, sperimenta gli scenari narrativi, pubblicando “Aromi” (2004), “La poetica vista dal basso” (2005), “Il rigattiere” (2006), “Lettere” (2007), “A spasso per Lecce” (2008), “Caleidoscopio (2009), “Giorgia” (2010) e Monsieur L’Alchimiste (2010).

“Non troverai la pietra filosofale finchè non sarai perfetto”. Grillet  de Givry.

Le poesie  che Ragosta scrive, nascono come espressione libera di sentimenti e stati d’animo, essendo la nostra esistenza costellata  da momenti tragici in cui si crede di perdersi e non ritrovarsi, altri in cui si rinasce nuovamente, riscoprendo ciò che i nostri occhi non riuscivano a vedere in profondità.

L’amore è la tematica prevalente, la ricerca di risposte personali, il rifuggire da quello che si teme ed il desiderio di quello a cui si anela, il tutto vissuto intensamente e le sue rime sono stanze, specchi, della sua anima particolarmente sensibile, frammenti di vita che ci offre, come gemme preziose.

La parola dell’autore, come goccia di vita, respira nei versi intensi e netti, batte sulle linee d’inchiostro sottile, danza tra le trame e le storie di fugaci attimi, incisi indelebilmente sull’epidermide dell’anima.

La lirica che apre la raccolta, s’intitola “Ancora” e descrive perfettamente la poetica dominante dell’amore per la donna, mentre, “Io, Renato”, dedicata al padre deceduto, sullo stile del poeta americano Edgar Lee Masters, autore dell’antologia di Spoon River, la chiude.

Continua a leggere l’intervista all’autore di Mariagrazia Toscano, pubblicata sul Corriere Salentino il 22 ottobre 2010.

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